Storia e significato dei fuochi d’artificio: come nasce questa tradizione

Storia e significato dei fuochi d’artificio: come nasce questa tradizione

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I fuochi d’artificio hanno assunto un significato diverso nel corso della storia: da puro intrattenimento sociale a strumento di guerra. Cerchiamo di scoprire qualcosa di più sulla tradizione dei fuochi d’artificio, sulla loro storia e quale sia il loro significato nelle diverse epoche.

Fuochi d’artificio cinesi

Si parla di fuochi d’artificio cinesi perché è proprio in Cina che questi sono stati inventati, circa 1400 anni fa. All’epoca si trattava di semplici canne di bambù riempite di polvere pirica. Il significato dei fuochi d’artificio in quest’epoca era rituale: infatti, all’inizio del loro utilizzo, i fuochi d’artificio cinesi servivano per scacciare spiriti malvagi portatori di piogge e carestie. Successivamente, poi, gli stessi cinesi utilizzarono i fuochi d’artificio per spaventare altri nemici, stavolta più concreti, durante le guerre.
Nel corso del Medioevo, gli esperti di polvere pirica erano particolarmente ricercati ed i loro razzi venivano principalmente utilizzati durante gli assedi di castelli.

L’apice del successo e la loro tradizione

Nel corso dei secoli che vanno dal XVI al XVIII, i fuochi d’artificio acquistarono una connotazione prettamente politica all’interno delle corti europee: questi, infatti, divennero un vero e proprio strumento di propaganda in grado di sfoggiare la grandezza dei potenti ed incutere soggezione ai comuni mortali.

L’apice del successo i fuochi d’artificio lo raggiunsero negli anni ’40 del Settecento. In quest’epoca, una corte reale per poter essere definita tale, doveva dar vita a spettacoli di fuochi d’artificio. Più questi erano spettacolari, maggiore era la grandezza del committente.

Anche nel nostro Paese attecchì la tradizione dei fuochi d’artificio ed era proprio in Italia che venivano ingaggiati i migliori artisti pirotecnici. In particolare, la famiglia dei Ruggeri divenne nel 1743 la principale famiglia di gli artificieri della Corte di Francia: il loro compito era quello di esaltare la figura del Re, attraverso gli spettacoli di fuochi d’artificio.

Come sono fatti i fuochi d’artificio oggi?

Nel Settecento furono piuttosto numerosi gli incidenti e gli incendi anche disastrosi causati dai fuochi d’artificio. Oggi, invece, l’arte pirotecnica è senza dubbio più sicura, oltre che più spettacolare, rispetto a secoli fa.
Ad oggi, i fuochi d’artificio sono azionati in maniera elettronica e non più a mano come succedeva secoli fa. Inoltre, ad ogni razzo sono collegate strisce di carta e fogli d’alluminio. Questo perché, se il foglio non viene strappato nel corso dello spettacolo, gli artificieri capiscono subito che in un tubo c’è ancora un razzo inesploso. Inoltre, vi sono degli involucri di plastica che proteggono i materiali dal principale fattore in grado di rovinare tutta la preparazione: la pioggia.

La loro presenza al cinema

Prima che arrivasse l’era digitale, i fuochi d’artificio erano spesso utilizzati nel cinema per simulare incendi, esplosioni, battaglie, guerre. Nel film Armageddon (1998) questi vennero utilizzati per simulare un mondo fantastico e parallelo. Ad oggi, però, l’utilizzo del digitale ha ridimensionato di molto l’utilizzo dei fuochi d’artificio nell’uso cinematografico.

Fuochi d’artificio ed il loro significato moderno

I fuochi d’artificio hanno un significato sociale particolarmente importante in epoca moderna: infatti, questi svolgono una funzione di aggregazione intorno alla celebrazione di valori comuni in ricorrenze civili e religiose.
Ad oggi, uno dei principali eventi che vedono come protagonisti i fuochi d’artificio si tiene il 14 luglio di ogni anno a Carcassonne, una cittadina situata nel Sud della Francia. Qui, ogni anno viene celebrato l’anniversario della Rivoluzione francese.
In Italia, invece, patria dell’arte pirotecnica, sono moltissime le occasioni nelle quali “sparare” i meravigliosi fuochi d’artificio: dalle feste private, alle feste di paese.