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	<title>Economia e Lavoro Archivi - Mnet</title>
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		<title>Amilon e GiftCardStore: la soluzione smart per il welfare in azienda</title>
		<link>https://www.m-net.it/economia-lavoro/amilon-e-giftcardstore-la-soluzione-smart-per-il-welfare-in-azienda-1124.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amilon-e-giftcardstore-la-soluzione-smart-per-il-welfare-in-azienda</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Napolano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il welfare aziendale non è più una prerogativa esclusiva delle grandi aziende: oggi è una leva strategica accessibile anche alle PMI, capace di migliorare il clima aziendale, attrarre talenti e aumentare la produttività. Ma perché funzioni davvero, serve uno strumento semplice da usare, sicuro e flessibile. Ed è qui che entra in gioco GiftCardStore, il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il welfare aziendale non è più una prerogativa esclusiva delle grandi aziende: oggi è una leva strategica accessibile anche alle PMI, capace di migliorare il clima aziendale, attrarre talenti e aumentare la produttività. Ma perché funzioni davvero, serve uno strumento semplice da usare, sicuro e flessibile. Ed è qui che entra in gioco GiftCardStore, il portale B2B sviluppato da Amilon, leader europeo nel settore delle gift card digitali.</p>
<h2>Un welfare moderno, flessibile e su misura</h2>
<h2>Chi è Amilon e cosa offre GiftCardStore</h2>
<p><b>Amilon</b> è un&#8217;azienda internazionale che opera nel settore delle gift card e dei sistemi di incentivazione. Il suo brand <b>GiftCardStore</b> è una piattaforma pensata appositamente per le aziende che vogliono gestire con facilità un piano di welfare personalizzato, flessibile e totalmente digitale.</p>
<p>GiftCardStore permette di:</p>
<ul>
<li>Selezionare tra centinaia di gift card (alimentari, carburante, moda, elettronica, viaggi)</li>
<li>Impostare importi, destinatari e occasioni</li>
<li>Erogare i benefit con un clic, via email, link o codice digitale</li>
<li>Monitorare l&#8217;utilizzo e controllare le soglie fiscali</li>
<li>Integrare le erogazioni con i sistemi HR esistenti</li>
</ul>
<p>Scopri di più sulla piattaforma qui: <u><a href="https://giftcardstore.eu/it/vantaggi/welfare-aziendale.html">GiftCardStore &#8211; Welfare aziendale</a></u></p>
<h2>Il welfare aziendale secondo GiftCardStore</h2>
<p>Un piano di welfare aziendale è davvero efficace solo se è:</p>
<ul>
<li><b>Personalizzabile</b>: ogni lavoratore ha esigenze diverse</li>
<li><b>Semplice da usare</b>: per l’azienda e per il dipendente</li>
<li><b>Fiscalmente vantaggioso</b>: entro i limiti previsti dalla normativa</li>
<li><b>Digitale</b>: per risparmiare tempo e costi di gestione</li>
</ul>
<p>GiftCardStore risponde a tutti questi requisiti, offrendo una soluzione smart adatta a realtà di qualsiasi dimensione.</p>
<h2>I vantaggi per l’azienda</h2>
<p>Implementare un piano welfare con GiftCardStore significa:</p>
<ul>
<li>Migliorare la <b>retention dei dipendenti</b></li>
<li>Fidelizzare i team più performanti</li>
<li>Ridurre il turnover e i costi legati alla selezione</li>
<li>Aumentare la <b>motivazione</b> e il senso di appartenenza</li>
<li>Usufruire di <b>vantaggi fiscali</b> su fringe benefit e flexible benefit</li>
</ul>
<h2>I vantaggi per il dipendente</h2>
<p>Per chi riceve il benefit, la gift card rappresenta:</p>
<ul>
<li>Un <b>premio concreto</b>, utilizzabile in autonomia</li>
<li>Una forma di welfare flessibile e personalizzabile</li>
<li>Un aiuto reale nella spesa quotidiana o nei consumi culturali e ricreativi</li>
</ul>
<p>L’esperienza utente è al centro dell’offerta: ogni gift card può essere utilizzata in pochi secondi, direttamente online o nei punti vendita fisici convenzionati.</p>
<h2>Welfare e fringe benefit: un binomio vincente</h2>
<p>Tramite GiftCardStore, è possibile erogare gift card sia come <b>fringe benefit</b> (esenti da tassazione fino a 1.000/2.000 euro) sia come <b>flexible benefit</b> all’interno di un piano welfare regolamentato.</p>
<p>Le tipologie più richieste includono:</p>
<ul>
<li>Buoni spesa Esselunga, Carrefour, Conad</li>
<li>Buoni carburante Q8, Tamoil</li>
<li>Gift card per il tempo libero (Zalando, MediaWorld, Amazon)</li>
<li>Gift card per l’infanzia (Prenatal, Toys Center)</li>
<li>Gift card per viaggi (Trenitalia, Italo)</li>
</ul>
<h2>Tutto sotto controllo: report e assistenza</h2>
<p>Ogni azienda ha accesso a:</p>
<ul>
<li>Report dettagliati sull’erogazione e l’utilizzo</li>
<li>Statistiche sulle preferenze dei dipendenti</li>
<li>Assistenza clienti dedicata, sia per l’azienda che per i beneficiari</li>
</ul>
<p>Questo permette di valutare l’impatto reale del piano welfare e di migliorarne l’efficacia nel tempo.</p>
<h2>La scelta smart per il welfare aziendale</h2>
<p>Un piano di welfare aziendale ben fatto può cambiare il modo in cui l’azienda viene percepita, sia all’interno che all’esterno. Con GiftCardStore, Amilon mette a disposizione delle imprese italiane uno strumento agile, digitale e personalizzabile per <b>valorizzare le persone, migliorare il benessere aziendale e ottimizzare il budget</b>.</p>
<p>La soluzione è già pronta. Basta solo attivarla.</p>
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		<item>
		<title>Passerelle industriali: un collegamento strategico per l’efficienza e la sicurezza sul posto di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Napolano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 07:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[passerelle industriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ambienti industriali, l’efficienza e la sicurezza garantiscono il corretto funzionamento delle operazioni quotidiane. Un elemento chiave per raggiungere tali obiettivi è l’implementazione di passerelle industriali, che offrono un collegamento strategico per migliorare l’efficienza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro. Negli ambienti industriali, l’efficienza e la sicurezza garantiscono il corretto funzionamento delle operazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ambienti industriali, l’efficienza e la sicurezza garantiscono il corretto funzionamento delle operazioni quotidiane. Un elemento chiave per raggiungere tali obiettivi è l’implementazione di passerelle industriali, che offrono un collegamento strategico per migliorare l’efficienza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro.</p>
<p>Negli ambienti industriali, l’efficienza e la sicurezza garantiscono il corretto funzionamento delle operazioni quotidiane. Un elemento chiave per raggiungere tali obiettivi è l’implementazione di <a href="https://creda360.com/prodotti/passerelle-in-alluminio/">passerelle industriali in alluminio</a>, che offrono un collegamento strategico per migliorare l’efficienza e garantire la sicurezza sul posto di lavoro.</p>
<h2><b>Aumento dell’efficienza operativa</b></h2>
<p>Le passerelle industriali rappresentano una soluzione pratica per ottimizzare l’efficienza all’interno di un’azienda. Consentono un accesso sicuro e rapido a zone altrimenti difficilmente raggiungibili, come le parti superiori delle macchine, i sistemi di stoccaggio elevati o gli impianti di produzione in quota.</p>
<p>Grazie alle passerelle industriali, i dipendenti possono accedere facilmente a queste aree, risparmiando tempo prezioso e riducendo al minimo i tempi morti associati agli spostamenti. Ciò si traduce in un aumento della produttività complessiva e una maggiore efficienza operativa.</p>
<h2><b>Sicurezza sul posto di lavoro</b></h2>
<p>Oltre all’efficienza, la sicurezza è una priorità assoluta in qualsiasi ambiente industriale. Le passerelle industriali svolgono un ruolo cruciale nel garantire un ambiente di lavoro sicuro per i dipendenti. Queste strutture offrono una <b>superficie antiscivolo</b>, <b>parapetti resistenti</b> e <b>corrimano</b> per prevenire le cadute. Inoltre, sono costruite secondo rigide norme di sicurezza e possono essere personalizzate per adattarsi alle specifiche esigenze dell’azienda.</p>
<p>Le passerelle industriali consentono ai lavoratori di eseguire <b>ispezioni</b>, <b>manutenzione </b>e <b>riparazioni </b>in modo sicuro e senza rischi. Offrono una soluzione stabile e affidabile per consentire agli operatori di spostarsi in modo sicuro anche nelle aree più elevate o difficilmente accessibili.</p>
<h2><b>Materiali di alta qualità e personalizzazione</b></h2>
<p>Le passerelle industriali sono realizzate utilizzando materiali di alta qualità come alluminio e acciaio inox, che garantiscono la robustezza e la durabilità necessarie per sopportare l’uso intensivo e le condizioni ambientali sfidanti. La loro progettazione modulare consente una facile installazione. Inoltre, queste passerelle possono essere personalizzate per soddisfare le specifiche esigenze di ogni azienda.</p>
<h2><b>Conclusioni</b></h2>
<p>Le <b>passerelle industriali </b>rappresentano un investimento strategico per migliorare l’efficienza e la sicurezza. Scegliere le soluzioni giuste può fare la differenza nell’ottimizzazione delle operazioni industriali e nel raggiungimento del successo a lungo termine per l’azienda.</p>
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		<item>
		<title>Visura camerale in pochi minuti su tuttovisure.it</title>
		<link>https://www.m-net.it/economia-lavoro/visura-camerale-1086.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=visura-camerale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Napolano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2023 13:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[visura camerale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine visura camerale designa un documento ufficiale che fornisce un ampio spettro di informazioni riguardanti un&#8217;azienda, comprendenti aspetti legali, amministrativi ed economici. Tuttavia, la sua utilità non si ferma qui. Grazie alla visura camerale, è possibile verificare l&#8217;esistenza e la regolare registrazione di un&#8217;azienda presso la Camera di Commercio. Inoltre, mediante questa indagine, è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il termine </span><b>visura camerale </b><span style="font-weight: 400;">designa un documento ufficiale che fornisce un ampio spettro di informazioni riguardanti un&#8217;azienda, comprendenti aspetti legali, amministrativi ed economici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, la sua utilità non si ferma qui. Grazie alla visura camerale, è possibile</span><b> verificare l&#8217;esistenza e la regolare registrazione di un&#8217;azienda </b><span style="font-weight: 400;">presso la Camera di Commercio. Inoltre, mediante questa indagine, è possibile ottenere dettagli sulle attività svolte all&#8217;interno dell&#8217;azienda e dati anagrafici sia dei dipendenti che delle società partner.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi è possibile ottenere una </span><b>visura camerale in pochi minuti </b><span style="font-weight: 400;">poiché il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante anche in questo ambito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un esempio è rappresentato da piattaforme come </span><a href="https://www.tuttovisure.it/"><b>tuttovisure.it</b></a><span style="font-weight: 400;">, che consentono di richiedere la visura online in modo semplice e comodo, direttamente da casa. Prima di illustrare in dettaglio la procedura, è opportuno presentare le diverse tipologie di visura camerale disponibili.</span></p>
<h2><b>Visura camerale tipologie</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Presso la Camera di Commercio è possibile richiedere due </span><b>tipi di visure camerali</b><span style="font-weight: 400;">: la visura camerale ordinaria e la visura camerale storica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La</span><b> visura camerale ordinaria </b><span style="font-weight: 400;">offre informazioni aggiornate sull&#8217;azienda, quali l&#8217;oggetto sociale, la natura giuridica, il codice fiscale e/o la partita IVA, la data di costituzione, il tipo di attività svolta, il capitale sociale, e le sedi amministrative e operative. Questo documento comprende anche dati anagrafici dei soggetti coinvolti nell&#8217;azienda, informazioni sulle procedure concorsuali, i soci, la PEC, il numero di dipendenti, le certificazioni ecc.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversamente, la </span><b>visura camerale storica</b><span style="font-weight: 400;"> offre un quadro più dettagliato dell&#8217;azienda dalla sua data di fondazione. Essa traccia ogni modifica avvenuta nel corso degli anni, come il cambio di sede legale, le variazioni delle mansioni e delle cariche aziendali, la suddivisione delle quote societarie e molto altro. Inoltre, permette di consultare i membri degli organi di controllo, informazioni su trasferimenti aziendali, procedure concorsuali, licenze, ruoli, scissioni, dati statutari e fusioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, bisogna dire che quest’ultima rivela un quadro completo e cronologico dell&#8217;evoluzione dell&#8217;azienda nel tempo, offrendo un&#8217;ampia gamma di informazioni rispetto alla visura ordinaria.</span></p>
<h2><b>Visura camerale in pochi minuti </b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per ottenere la </span><b>visura camerale veloce</b><span style="font-weight: 400;"> e online, è possibile usufruire di servizi telematici specializzati come &#8220;Tutto Visure&#8221;, oltre alla tradizionale opzione di recarsi personalmente presso uno degli sportelli fisici della Camera di Commercio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il procedimento è estremamente semplice: bisogna accedere al sito web del servizio e scegliere il tipo di visura desiderata, che sia</span><b> ordinaria o storica</b><span style="font-weight: 400;">. Si dovrebbe specificare anche il tipo di attività dell&#8217;azienda in questione, che può essere una Società di Capitali, una Società di Persone o un&#8217;Impresa Individuale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Successivamente, inserire alcuni dati anagrafici e il numero di partita IVA o codice fiscale è fondamentale. Nel caso in cui il numero di partita IVA inserito non sia registrato presso la Camera di Commercio, verrà ricevuto un avviso per correggere l&#8217;errore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Entro breve tempo, tutte le informazioni richieste saranno disponibili. Di solito, dall&#8217;invio della richiesta all&#8217;arrivo del responso </span><b>via e-mail</b><span style="font-weight: 400;">, passa qualche ora, a meno di casi eccezionali in cui potrebbe essere richiesto un periodo più lungo. Tuttavia, grazie alla burocrazia telematica, è possibile evitare le lunghe file agli sportelli e ottenere facilmente la </span><b>visura camerale telematica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
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		<item>
		<title>I migliori libri di economia del 21° Secolo: una guida essenziale</title>
		<link>https://www.m-net.it/economia-lavoro/i-migliori-libri-di-economia-del-21-secolo-una-guida-essenziale-1075.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-migliori-libri-di-economia-del-21-secolo-una-guida-essenziale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Napolano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 16:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La letteratura economica del 21° secolo è una miniera d&#8217;oro di insight, da libri che esplorano le crisi economiche contemporanee a quelli che mettono in discussione le teorie economiche consolidate. Questo articolo evidenzia alcuni dei migliori libri di economia di questo secolo che forniscono una visione critica dell&#8217;economia globale. &#8220;Il Capitale nel XXI Secolo&#8221; di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.m-net.it/economia-lavoro/i-migliori-libri-di-economia-del-21-secolo-una-guida-essenziale-1075.html">I migliori libri di economia del 21° Secolo: una guida essenziale</a> proviene da <a href="https://www.m-net.it">Mnet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La letteratura economica del 21° secolo è una miniera d&#8217;oro di insight, da libri che esplorano le crisi economiche contemporanee a quelli che mettono in discussione le teorie economiche consolidate. Questo articolo evidenzia alcuni dei migliori libri di economia di questo secolo che forniscono una visione critica dell&#8217;economia globale.</p>
<h3>&#8220;Il Capitale nel XXI Secolo&#8221; di Thomas Piketty</h3>
<p>Il primo libro sulla nostra lista è &#8220;Il Capitale nel XXI Secolo&#8221; di Thomas Piketty. Quest&#8217;opera mastodontica, tradotta in numerose lingue, ha avuto un enorme impatto sul discorso economico mondiale. Piketty sostiene che, senza interventi politici, la disuguaglianza economica tenderà ad aumentare, poiché il ritorno sul capitale supera in genere il tasso di crescita economica. Il libro ha stimolato un ampio dibattito su temi come la disuguaglianza e la tassazione del patrimonio.</p>
<h3>&#8220;Il Prezzo dell&#8217;Ineguaglianza&#8221; di Joseph Stiglitz</h3>
<p>Un altro titolo di rilievo è &#8220;Il Prezzo dell&#8217;Ineguaglianza&#8221; di Joseph Stiglitz. Il premio Nobel per l&#8217;economia si concentra sul problema dell&#8217;ineguaglianza economica negli Stati Uniti, esaminando le sue radici e i suoi effetti negativi sulla società e sull&#8217;economia. Stiglitz sostiene che l&#8217;ineguaglianza non è solo immorale, ma dannosa per la crescita economica.</p>
<h3>&#8220;Misurare ciò che Conta: Il Manifesto per un Benessere Economico&#8221; di Jean-Paul Fitoussi e Joseph Stiglitz</h3>
<p>In &#8220;Misurare ciò che Conta: Il Manifesto per un Benessere Economico&#8221;, Fitoussi e Stiglitz mettono in discussione la dominante dipendenza dal Prodotto Interno Lordo (PIL) come misura del progresso economico. I due economisti sostengono per un approccio più olistico, che includa fattori come la disuguaglianza e la sostenibilità ambientale.</p>
<h3>&#8220;Cecità Morale: L&#8217;Effetto Trappola del Denaro su Etica e Norme&#8221; di Mihir A. Desai</h3>
<p>Nel suo libro &#8220;Cecità Morale: L&#8217;Effetto Trappola del Denaro su Etica e Norme&#8221;, Mihir A. Desai esamina come la finanza e l&#8217;economia, discipline che dovrebbero servire la società, sono diventate distanti dai valori umanisti fondamentali. Desai sottolinea la necessità di un nuovo approccio all&#8217;economia e alla finanza, uno che riporti l&#8217;umanità al centro.</p>
<h3>&#8220;Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth and Happiness&#8221; di Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein</h3>
<p>&#8220;Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth and Happiness&#8221; di Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein introduce il concetto di &#8220;nudge&#8221; (spinta gentile) in economia comportamentale. Gli autori discutono come le piccole spinte possano aiutare le persone a prendere decisioni migliori per la loro salute, ricchezza e felicità.</p>
<p>Questi libri offrono una visione completa delle idee economiche che hanno modellato il 21° secolo. La loro lettura fornisce una profonda comprensione delle sfide e delle opportunità economiche del nostro tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.m-net.it/economia-lavoro/i-migliori-libri-di-economia-del-21-secolo-una-guida-essenziale-1075.html">I migliori libri di economia del 21° Secolo: una guida essenziale</a> proviene da <a href="https://www.m-net.it">Mnet</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bitcoin Crowdfunding – Cose da sapere</title>
		<link>https://www.m-net.it/economia-lavoro/bitcoin-crowdfunding-cose-da-sapere-994.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bitcoin-crowdfunding-cose-da-sapere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Napolano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 09:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[crowfunding]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.m-net.it/?p=994</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le criptovalute stanno diventando sempre più una valuta affidabile per il crowdfunding. Ecco cosa dovresti sapere sul crowdfunding di Bitcoin.  Le criptovalute hanno rapidamente cambiato il modo in cui le persone effettuano transazioni, facilitando transazioni istantanee, sicure e a basso costo in tutto il mondo. Queste qualità hanno fatto sembrare Bitcoin una valuta di transazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.m-net.it/economia-lavoro/bitcoin-crowdfunding-cose-da-sapere-994.html">Bitcoin Crowdfunding – Cose da sapere</a> proviene da <a href="https://www.m-net.it">Mnet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="en-US"><em class="western"><span style="color: #0e101a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le criptovalute stanno diventando sempre più una valuta affidabile per il crowdfunding. Ecco cosa dovresti sapere sul crowdfunding di Bitcoin. </span></span></span></em></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le criptovalute hanno rapidamente cambiato il modo in cui le persone effettuano transazioni, facilitando transazioni istantanee, sicure e a basso costo in tutto il mondo. Queste qualità hanno fatto sembrare Bitcoin una valuta di transazione più affidabile del denaro fiat. Oggi, sta diventando sempre più la valuta preferita per gli imprenditori di crowdfunding i loro progetti di investimento. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, l&#8217;utilizzo di Bitcoin per il crowdfunding offre vantaggi e sfide unici che dovresti conoscere prima di optare per esso. Il seguente articolo evidenzia gli elementi essenziali del crowdfunding Bitcoin da tenere a mente. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Cos&#8217;è il Crowdfunding?</span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il crowdfunding si riferisce alla raccolta di piccoli contributi di capitale da parte di diversi investitori per finanziare una startup. I siti web di crowdfunding hanno reti di investitori facilmente accessibili che puoi sfruttare per ottenere il capitale richiesto. Il crowdfunding espande il pool di investitori al di fuori dei circoli tradizionali di venture capitalist, amici, parenti e proprietari. L&#8217;approccio è popolare tra gli imprenditori con idee di startup, ma manca di capitale. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Utilizzo di Bitcoin per il crowdfunding </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Bitcoin offre alle aziende e agli individui strumenti solidi per raccogliere fondi per progetti esistenti e futuri. Invece di affidarsi a un singolo investitore o fonte di fondi, una campagna di crowdfunding consente di decentralizzare il processo di finanziamento. Ciò rende Bitcoin la valuta ideale poiché è anche decentralizzata. Pertanto, il crowdfunding Bitcoin offre una migliore esposizione a un pool più ampio di investitori globali, consentendoti di raccogliere fondi facilmente e rapidamente. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli imprenditori devono solo elencare i loro indirizzi Bitcoin su cui gli investitori depositeranno i fondi. Puoi ottenere i fondi direttamente nel tuo portafoglio o tramite una piattaforma di scambio di criptovalute affidabile come l&#8217;app <span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://trustpedia.io/it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #4a6ee0;">TrustPedia Sito Ufficiale</span></a></u></span>. Tuttavia, ricorda che l&#8217;elaborazione delle transazioni Bitcoin attraverso uno scambio attirerà commissioni minime. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alcune persone di solito considerano Bitcoin un approccio di finanziamento esente da imposte perché molti paesi non tassano Bitcoin. Tuttavia, cerca le normative sulle criptovalute nel tuo stato, regione o paese per determinare i tuoi obblighi fiscali. Potresti non pagare le tasse per aver ricevuto Bitcoin, ma convertire i fondi in valute legali potrebbe comportare implicazioni fiscali. Tuttavia, le aliquote fiscali dipenderanno principalmente dalla quantità totale di Bitcoin ricevuto. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il crowdfunding Bitcoin offre una maggiore autonomia, consentendoti di ottenere finanziamenti da potenziali investitori in tutto il mondo senza intervento esterno. Inoltre, anche i pagamenti in Bitcoin sono irreversibili. Sfruttare questa libertà elencando falsi progetti per ingannare gli investitori potrebbe tentare alcune persone. Tuttavia, non farlo mai perché la blockchain di Bitcoin convalida tutte le transazioni su un libro mastro pubblico digitale che gli investitori possono utilizzare per rintracciarti. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sebbene gli indirizzi degli utenti di Bitcoin non rivelino le loro vere identità, esistono vari modi per monitorare i cattivi attori. Quindi, sarebbe consigliabile evitare qualsiasi attività che potrebbe compromettere il tuo finanziamento, inclusa la garanzia di un progetto che non intendi realizzare. Controlla il tuo elenco di progetti per assicurarti che i dettagli siano accurati e precisi. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Molte piattaforme di crowdfunding sono legittime e hanno mantenuto le loro promesse. Tuttavia, fai attenzione perché esistono anche diverse piattaforme di crowdfunding fraudolente. Quindi, prenditi del tempo per ricercare alcune piattaforme di crowdfunding crittografate online. Leggi le testimonianze e le recensioni dei clienti per approfondimenti sui loro servizi e sulla loro reputazione. Quindi, scegli una piattaforma di crowdfunding affidabile e affidabile che accetta Bitcoin. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I siti web di crowdfunding di solito supportano vari progetti che variano da una piattaforma all&#8217;altra. Quindi, dovresti anche verificare se la piattaforma di crowdfunding scelta supporta il tuo progetto o startup. Raccogliere fondi per progetti unici e a basso costo può essere rapido. Tuttavia, potrebbe volerci del tempo per raggiungere gli obiettivi di finanziamento per progetti complessi e ad alta intensità di capitale come lo sviluppo della tecnologia blockchain. </span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il crowdfunding Bitcoin può essere un nuovo concetto per molte persone. Tuttavia, offre numerosi vantaggi, consentendo di raccogliere fondi da un pool più ampio di investitori globali con maggiore praticità e sicurezza. Tieni a mente i suggerimenti di cui sopra per un crowdfunding Bitcoin di successo. </span></span></p>
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		<title>Deficit, cos&#8217;è e perché è importante calcolarlo insieme al PIL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ElisaP]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cercare di capire cosa sia il deficit, quale sia il suo rapporto con il PIL e cosa compromettono è estremamente importante. Infatti, se pensiamo che il deficit pubblico dello Stato negli ultimi anni è stato ridotto dell’1,6% in rapporto al PIL, dobbiamo allarmarci perchè nel 2020 il deficit pubblico, secondo le previsioni, spaccherà l’allarmante dato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cercare di capire cosa sia il deficit, quale sia il suo rapporto con il PIL e cosa compromettono è estremamente importante.<br />
Infatti, se pensiamo che il deficit pubblico dello Stato negli ultimi anni è stato ridotto dell’1,6% in rapporto al PIL, dobbiamo allarmarci perchè nel 2020 il deficit pubblico, secondo le previsioni, spaccherà l’allarmante dato dell’11,1% ben oltre la soglia del 3%.<br />
Cerchiamo, quindi, di capire partendo dalle basi.</p>
<h2>Che cos’è il deficit?</h2>
<p>Il rapporto Deficit/Pil è dunque un rapporto, una definizione che vede due indicatori messi a confronto.<br />
Il primo è il Deficit, con questa nozione ci riferiamo ad un disavanzo ovvero a quella situazione in cui le uscite di uno stato sono maggiori delle entrate, il deficit di bilancio complessivo.<br />
Per uscite di certo non intendiamo una pizza o una cena al ristorante, ma tutti quei soldi che lo Stato impiega per pagare le spese della pubblica amministrazione: le pensioni, la sanità, gli stipendi dei professori tutto quello che esce dalle casse dello Stato per il suo funzionamento e la sua salvaguardia.</p>
<p>Quanto alle entrate indicano ad esempio tutte le tasse che noi paghiamo.<br />
Queste sono minori rispetto ai soldi che lo Stato spende e anche per questo ci troviamo in una situazione di deficit dello Stato.<br />
Fin qui tutto abbastanza semplice.<br />
Se ad esempio le entrate di uno stato sono di 800 miliardi e le uscite di 830 ci sarà un deficit pubblico di 30 miliardi.</p>
<p>Il deficit pubblico non è nient’altro che le entrate meno le uscite, indica dunque il disavanzo primario al netto degli interessi.<br />
Tale deficit pubblico statale viene messo in relazione con il Pil per capire come stanno andando le finanze dello Stato in relazione alla sua ricchezza.</p>
<p>Chiariamo ora brevemente cos’è il Pil, secondo termine del rapporto.</p>
<h2>Cos’è il Pil</h2>
<p>Il Pil è il prodotto interno lordo ossia un numero che indica quanta ricchezza un Paese ha prodotto.</p>
<p>Misura il valore di tutti i beni e servizi finali cioè quelli destinati al consumo finale che vengono prodotti all’interno del confine nazionale in un determinato arco temporale.</p>
<p>Il periodo di solito preso a riferimento è un anno.</p>
<p>Il termine interno significa che contribuiscono al Pil tutti i prodotti e servizi realizzati all’interno del confine nazionale questo vuol dire che non rientrano i prodotti e servizi realizzati da aziende italiane all’estero. Rientrano quelli invece realizzati in Italia.</p>
<h2>Il rapporto Deficit/Pil</h2>
<p>Il rapporto deficit/Pil perciò è semplicemente il rapporto tra la differenza tra le entrate e le uscite dello Stato e il suo Pil.</p>
<p>Dunque entrate meno uscite al numeratore e tutto diviso il Pil al denominatore.</p>
<h3>Perché è importante il deficit di bilancio?</h3>
<p>Innanzitutto perché stando a quanto sancito dal Patto di Stabilità e Crescita ogni Stato dell’Unione monetaria è tenuto ad avere un rapporto deficit/Pil non superiore al 3%, con alcune eccezioni di deroga, ma sono eccezioni.</p>
<p>Un eventuale sforamento di questa soglia porterebbe il consiglio dell’Unione Europea ad avviare una procedura di infrazione per deficit pubblico eccessivo.</p>
<p>Lo Stato inadempiente sarebbe costretto ad adottare delle misure correttive per riportare il rapporto sotto il 3%.</p>
<p>Come hanno fatto anni fa con la Grecia.</p>
<p>Quando quindi come sta succedendo ora la spesa pubblica aumenta per cause urgenti o presunte tali cosa succede?</p>
<p>Ecco, allora, che il deficit dello Stato si ingigantisce e il rapporto deficit/Pil si guadagna la ribalta su tutti i giornali perché si decide di spendere di più, ma si incassa sempre lo stesso o peggio, anche meno.</p>
<p>Quando questo rapporto sale pericolosamente rischiando di sforare questo famoso 3% si entra in allarme, ecco perché un dato per il disavanzo pubblico dell’11,% non può che far scampare un grande campanello d’allarme.</p>
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		<title>Elezioni americane: come funzionano e chi sono i &#8220;grandi elettori&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ElisaP]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le elezioni americane si basano su un sistema che è stato creato alla fine del &#8216;700, ma che ancora oggi decide chi sarà l&#8217;uomo più potente del mondo: il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Si tratta di un sistema elettorale molto maggioritario, nel quale i singoli Stati ed i loro rapporti di forza contano tanto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni americane si basano su un sistema che è stato creato alla fine del &#8216;700, ma che ancora oggi decide chi sarà l&#8217;uomo più potente del mondo: il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Si tratta di un sistema elettorale molto maggioritario, nel quale i singoli Stati ed i loro rapporti di forza contano tanto quanto, e forse più secondo un certo punto di vista, del voto degli elettori.</p>
<p>Infatti, il sistema elettorale per scegliere il presidente USA, com&#8217;è stato anche per queste elezioni americane 2020, è peculiare e per i cultori della materia molto affascinante. Ma anche controintuitivo per molti aspetti.<br />
Cerchiamo, quindi, di spiegare come funzionano le elezioni americane.</p>
<h2>Come funzionano le elezioni americane?</h2>
<p>I cittadini dei 50 Stati (a cui si aggiunge il Distretto di Columbia, ovvero la città di Washington) il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre (che quest&#8217;anno è caduto il 3) votano per l&#8217;elezione del nuovo Presidente, oltre che per la Camera dei Rappresentanti e per un terzo del Senato (i senatori sono eletti per 6 anni, e ogni biennio si rinnova un terzo dell&#8217;assemblea).</p>
<p>Il sistema elettorale assegna ad ogni Stato un peso: i &#8216;voti elettorali&#8217;. In tutto i voti elettorali che i candidati si devono spartire sono 538. Per ottenere la presidenza, un candidato deve ottenere quindi 270 voti elettorali.</p>
<h2>Come si annuncia il vincitore?</h2>
<p>Ogni Stato ha un numero di voti elettorali pari al numero di deputati dello Stato (che sono in proporzione alla popolazione) più il numero di senatori (2 per ogni Stato, senza differenze di popolazione). In più, il District of Columbia elegge tre grandi elettori, tanti quanto lo Stato più piccolo.</p>
<p>L&#8217;elezione presidenziale funziona come tante grandi elezioni uninominali: il candidato presidente più votato in ogni Stato, anche se di un solo voto, ottiene tutti i voti elettorali di quello Stato. Biden vince in California? Ottiene tutti i 55 rappresentati della California nell&#8217;Electoral College. Trump vince in Texas? Ottiene tutti i 38 voti elettorali del Texas. E così via.</p>
<p>I voti elettorali si sommano via via che lo spoglio dei singoli Stati è definito nel corso della lunga notte elettorale: a causa dei fusi, le urne nei vari Stati chiudono in orari diversi, partendo dall&#8217;1 di notte ora italiana e fino alle nostre 7.</p>
<h2>Le eccezioni del Maine e Nebraska</h2>
<p>Sono due le eccezioni alla regola maggioritaria: Maine e Nebraska. Ogni Stato è infatti libero di scegliere la propria legge elettorale.</p>
<p>Il Nebraska elegge 5 grandi elettori, il Maine 4. Due grandi elettori vengono assegnati al candidato più votato a livello statale, mentre gli altri 2 (nel Maine) o 3 (in Nebraska) vengono assegnati al più votato al livello delle circoscrizioni elettorali che formano lo Stato.</p>
<p>Storicamente, il risultato è quasi sempre che un candidato conquista tutti i voti elettorali di quello Stato. Eccezioni ci sono state solo nel 2008 (4 voti del Nebraska a McCain e 1 a Obama) e nel 2016 (3 voti del Maine a Clinton, 1 a Trump).</p>
<h2>Cosa sono i grandi elettori e che ruolo hanno</h2>
<p>C&#8217;è anche da aggiungere che da un punto di vista puramente formale il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti sono in realtà eletti con un sistema indiretto, ovvero non sono eletti direttamente dal popolo. In realtà con il voto del 3 novembre i 538 voti elettorali non sono altro che 538 rappresentanti (i grandi elettori) che hanno &#8216;promesso&#8217; di sostenere il candidato al quale sono collegati.</p>
<p>I 270 voti elettorali rappresentano quindi 270 grandi elettori o rappresentanti nell&#8217;Electoral college.</p>
<p>Saranno questi grandi elettori a metà dicembre, a formalizzare l&#8217;elezione del presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>Si tratta di fatto quasi sempre di una formalità: i grandi elettori votano sempre per il candidato che hanno promesso di sostenere. Ci sono stati dei casi in cui questo non è successo (ma non in numeri tali da non far eleggere un presidente) ma sono molto rari.</p>
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		<title>Scandalo Cambridge Analitica: che cos&#8217;è successo?</title>
		<link>https://www.m-net.it/economia-lavoro/cambridge-analitica-786.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cambridge-analitica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ElisaP]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cambridge Analitica è stata fondata nel 2013 da Robert Mercer ed è specializzata nel raccogliere dai social network un’enorme quantità di dati sugli utenti. Perché Facebook è stato sotto accuse e critiche per la gestione di questi dati? Cosa c&#8217;entrano Donald Trump e la Russia? Cerchiamo di scoprirlo insieme. Lo scandalo Cambridge Analitica Negli ultimi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cambridge Analitica è stata fondata nel 2013 da Robert Mercer ed è specializzata nel raccogliere dai social network un’enorme quantità di dati sugli utenti.</p>
<p>Perché Facebook è stato sotto accuse e critiche per la gestione di questi dati? Cosa c&#8217;entrano Donald Trump e la Russia?<br />
Cerchiamo di scoprirlo insieme.</p>
<h2>Lo scandalo Cambridge Analitica</h2>
<p>Negli ultimi anni, Guardian e New York Times hanno pubblicato una serie di articoli che dimostrano l’uso scorretto di un’enorme quantità di dati prelevati da Facebook, da parte di un’azienda di consulenza e per il marketing online che si chiama Cambridge Analitica. La vicenda non è interessante solo perché dimostra quanto Facebook fatichi a tenere sotto controllo il modo in cui sono usati i suoi dati (che in fin dei conti sono i nostri dati), ma anche perché Cambridge Analytics ha avuto importanti rapporti con alcuni dei più stretti collaboratori di Donald Trump, soprattutto durante la campagna elettorale statunitense del 2016 che lo ha poi visto vincitore. La storia ha molte ramificazioni e ci sono aspetti da chiarire, compreso l’effettivo ruolo di Cambridge Analytics ed eventuali suoi contatti con la Russia e le iniziative per condizionare le presidenziali statunitensi e il referendum su Brexit nel Regno Unito.<br />
Ma cerchiamo di fare chiarezza.</p>
<h2>Che cos’è Cambridge Analitica?</h2>
<p>Come abbiamo detto, Cambridge Analytica è stata fondata nel 2013 da Robert Mercer, un miliardario imprenditore statunitense con idee molto conservatrici che tra le altre cose è uno dei finanziatori del sito d’informazione di estrema destra Breitbart News, diretto da Steve Bannon (che è stato consigliere e stratega di Trump durante la campagna elettorale e poi alla Casa Bianca).<br />
Cambridge Analytics è specializzata nel raccogliere dai social network un’enorme quantità di dati sui loro utenti: quanti “Mi piace” mettono e su quali post, dove lasciano il maggior numero di commenti, il luogo da cui condividono i loro contenuti e così via. Queste informazioni vengono poi elaborate da modelli e algoritmi per creare profili di ogni singolo utente, con un approccio simile a quello della “psicometria”, il campo della psicologia che si occupa di misurare abilità, comportamenti e più in generale le caratteristiche della personalità. Più “Mi piace”, commenti, tweet e altri contenuti sono analizzati, più è preciso il profilo psicometrico di ogni utente.</p>
<h3>Cosa se ne fa Cambridge Analitica dei dati raccolti?</h3>
<p>Oltre ai profili psicometrici, Cambridge Analytics ha acquistato nel tempo molte altre informazioni, che possono essere ottenute dai cosiddetti “broker di dati”, società che raccolgono informazioni di ogni genere sulle abitudini e i consumi delle persone. Ogni giorno lasciamo dietro di noi una grande quantità di tracce su ciò che facciamo, per esempio quando usiamo le carte fedeltà nei negozi o quando compriamo qualcosa su Internet. Immaginate la classica situazione per cui andate sul sito di Amazon, cercate un prodotto per vederne il prezzo, poi passate a fare altro e all’improvviso vi trovate su un altro sito proprio la pubblicità di quel prodotto che eravate andati a cercare. Ora moltiplicate questo per milioni di utenti e pensate a qualsiasi altra condizione in cui la loro navigazione possa essere tracciata. Il risultato sono miliardi di piccole tracce, che possono essere messe insieme e valutate. Le informazioni sono di solito anonime o fornite in forma aggregata dalle aziende per non essere riconducibili a una singola persona, ma considerata la loro varietà e quantità, algoritmi come quelli di Cambridge Analytics possono lo stesso risalire a singole persone e creare profili molto accurati sui loro gusti e su come la pensano.</p>
<p>Cambridge Analytics sostiene di aver sviluppato un sistema di pubblicità altamente personalizzata su ogni singola persona. I suoi responsabili ritengono di poter riuscire a far leva non solo sui gusti, come fanno già altri sistemi analoghi per il marketing, ma sulle emozioni degli utenti.</p>
<h3>Qual è il ruolo di Facebook?</h3>
<p>Per capire il ruolo di Facebook nella vicenda dobbiamo tornare al 2014, anno in cui un altro ricercatore dell’Università di Cambridge, Aleksandr Kogan, realizzò un’applicazione che si chiamava “thisisyourdigitallife” (“questa è la tua vita digitale”). Si trattava di un&#8217;app che prometteva di produrre profili psicologici e di previsione del proprio comportamento, basandosi sulle attività online svolte. Per poterla utilizzare, gli utenti dovevano collegarsi utilizzando Facebook Login, il sistema che permette di iscriversi a un sito senza la necessità di creare nuovi username e password, utilizzando invece una verifica controllata da Facebook. Il servizio è gratuito, ma come spesso avviene online è in realtà “pagato” con i dati degli utenti: l’applicazione che lo utilizza ottiene l’accesso a indirizzo email, età, sesso e altre informazioni contenute nel proprio profilo Facebook (l’operazione è comunque trasparente: Facebook mostra sempre una schermata di riepilogo con le informazioni che diventeranno accessibili).</p>
<p>Tre anni fa circa 270mila persone si iscrissero all’applicazione di Kogan utilizzando Facebook Login, accettando quindi di condividere alcune delle loro informazioni personali. All’epoca Facebook permetteva ai gestori delle applicazioni di raccogliere anche alcuni dati sulla rete di amici della persona appena iscritta. In pratica, tu t’iscrivevi e davi il consenso per condividere alcuni dei tuoi dati e l’applicazione aveva il diritto di raccogliere altre informazioni dai tuoi amici, senza che fossero avvisati (la possibilità era comunque indicata nelle infinite pagine delle condizioni d’uso di Facebook). In seguito Facebook valutò che la pratica fosse eccessivamente invasiva e cambiò i suoi sistemi, in modo che le reti di amici non fossero più accessibili alle app che utilizzano Facebook Login.</p>
<p>L’applicazione di Kogan fece in tempo a raccogliere i dati sulle reti di amici dei 270mila suoi iscritti, arrivando quindi a memorizzare informazioni di vario tipo su 50 milioni di profili Facebook (la stima è del New York Times e del Guardian: per alcuni è sovradimensionata, per altri comprende per lo più dati inutili). Kogan fu quindi in grado di costruire un archivio enorme, comprendente informazioni sul luogo in cui vivono gli utenti, i loro interessi, fotografie, aggiornamenti di stato pubblici e posti dove avevano segnalato di essere andati (check-in).</p>
<h3>Dove sta il problema?</h3>
<p>Fino a quando l’app di Kogan ha raccolto dati sulle reti social degli utenti non c’è stato nulla di strano, perché in quel periodo la pratica era consentita. I problemi sono nati dopo, quando Kogan ha condiviso tutte queste informazioni con Cambridge Analytica, violando i termini d’uso di Facebook. Il social network vieta infatti ai proprietari di app di condividere con società terze i dati che raccolgono sugli utenti. Per i trasgressori sono previste sanzioni come la sospensione degli account, provvedimento che può determinare la fine del tuo intero modello di business, se questo si basa sui dati e le possibilità di accesso all’applicazione che hai costruito tramite il social network. A quanto sembra, nel caso di Cambridge Analitica la sospensione è arrivata molto tardivamente.</p>
<p>Christopher Wylie, ex dipendente di Cambridge Analitica e principale fonte del Guardian per questa storia, sostiene che Facebook fosse al corrente del problema da circa due anni. Come sostengono anche i legali dell’azienda, temendo una sospensione fu la stessa Cambridge Analytics ad autodenunciarsi con Facebook, dicendo di avere scoperto di essere in possesso di dati ottenuti in violazione dei termini d’uso e di averne disposto subito la distruzione. Se così fosse, però, non è chiaro perché Facebook abbia deciso di sospendere Cambridge Analytica solo venerdì 16 marzo, e solo dopo essere venuto a conoscenza dell’imminente pubblicazione degli articoli sul caso da parte del Guardian e del New York Times.</p>
<h2>Ma cosa c&#8217;entrano in tutto questo Trump e la Brexit?</h2>
<h3>Trump e le presidenziali del 2016</h3>
<p>Venerdì 16 marzo il procuratore speciale Robert Mueller, che indaga sulle presunte interferenze della Russia nelle elezioni statunitensi e sull’eventuale coinvolgimento di Trump, ha chiesto che Cambridge Analitica fornisca documenti sulle proprie attività. Il sospetto è che l’azienda abbia in qualche modo facilitato il lavoro della Russia per fare propaganda contro Hillary Clinton e a favore di Trump.</p>
<p>Nell’estate del 2016, il comitato di Trump affidò a Cambridge Analytics la gestione della raccolta dati per la campagna elettorale. Jared Kushner, il genero di Donald Trump, aveva assunto un esperto informatico, Brad Pascale, che era poi stato contattato da Cambridge Analytica per fargli provare le loro tecnologie. Steve Bannon, all’epoca capo di Breitbart News e manager della campagna elettorale, sostenne l’utilità di avere una collaborazione con Cambridge Analytica, di cui era stato vicepresidente. Non sappiamo quanto l’azienda abbia collaborato né con quali strumenti, ma dalle indagini condotte finora (giudiziarie, parlamentari e giornalistiche) sappiamo che comunque l’attività online pro-Trump fu molto organizzata e su larga scala.</p>
<p>Furono usate grandi quantità di account fasulli gestiti automaticamente (“bot”) per diffondere post, notizie false e altri contenuti contro Hillary Clinton, modulando la loro attività a seconda dell’andamento della campagna elettorale. Gli interventi erano quasi sempre in tempo reale, per esempio per riempire i social network di commenti durante i dibattiti televisivi tra Trump e Clinton, gli eventi più attesi e seguiti dagli elettori. Ogni giorno venivano prodotte decine di migliaia di annunci pubblicitari, sui quali misurare la risposta degli utenti online e ricalibrarli privilegiando quelli che funzionavano di più. Tutte attività sulle quali da anni Cambridge Analytica dice di avere grandi capacità e conoscenze.</p>
<h3>Cambridge Analitica e la Russia</h3>
<p>Anche grazie a un’inchiesta del Wall Street Journal, dalla scorsa estate ci sono nuovi e consistenti indizi sul fatto che Michael Flynn, l’ex consigliere della sicurezza nazionale di Trump, avesse stretti legami con la Russia e le attività per interferire nelle elezioni. Da un documento fiscale sappiamo inoltre che Flynn ebbe un ruolo da consigliere per una società legata all’analisi di dati online che ha aiutato il comitato elettorale di Trump. Quell’azienda era proprio Cambridge Analytica, che ora sta collaborando con la giustizia statunitense, negando comunque di avere fatto qualcosa di illecito.</p>
<p>Al momento non sappiamo se la grande quantità di dati raccolta da Cambridge Analytica, comprese le informazioni ottenute da Facebook, sia stata passata alla Russia. E se così fosse non è comunque detto che sia stata direttamente Cambridge Analytica a farlo. Non sappiamo nemmeno di quanto si sia avvalso degli strumenti dell’azienda il comitato di Trump, a fronte del grande impegno online per la propaganda elettorale.</p>
<h3>Brexit</h3>
<p>Nel maggio del 2017 il Guardian aveva già dedicato una lunga inchiesta a Cambridge Analytica e al suo ruolo nella campagna referendaria per Brexit. Secondo l’articolo, l’azienda aveva collaborato alla raccolta di dati e informazioni sugli utenti, utilizzati poi per condizionarli e fare propaganda a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Tramite Mercer, Bannon e lo stesso Trump, la società era di fatto in contatto con i principali sostenitori del “Leave” compreso il leader del partito populista UKIP, Nigel Farage. Il Guardian aveva anche messo in evidenza strani passaggi di denaro verso il comitato del “Leave”. Dopo quell’articolo, Cambridge Analytica avviò un’azione legale contro il Guardian.</p>
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		<title>Come lavorare per una casa editrice: alcune professioni</title>
		<link>https://www.m-net.it/economia-lavoro/casa-editrice-760.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=casa-editrice</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ElisaP]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 07:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le opportunità per lavorare all&#8217;interno di una casa editrice sono molte: vediamo quali sono le professioni più ricercate in questo ambito. L’editoria resta un’attività culturale tesa a consegnare al lettore un prodotto curato nel contenuto e nella veste grafica. Il sogno di ogni editore è quello di ritrovarsi sulla scrivania il manoscritto di un giovane [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le opportunità per lavorare all&#8217;interno di una casa editrice sono molte: vediamo quali sono le professioni più ricercate in questo ambito.</p>
<p>L’editoria resta un’attività culturale tesa a consegnare al lettore un prodotto curato nel contenuto e nella veste grafica. Il sogno di ogni editore è quello di ritrovarsi sulla scrivania il manoscritto di un giovane talento candidato a diventare il best-seller dell’anno; ma nella realtà dei fatti, le cose vanno solitamente in maniera diversa. Per consegnare alle stampe libri, riviste e giornali che abbiano qualche chance di essere letti, occorre puntare sull’impegno di un team coeso. Costituito da professionisti che operano in stretta sinergia tra di loro. Chi sono? Qui di seguito vi proponiamo alcune delle professioni legate al lavoro in una casa editrice.</p>
<h3>Technical writer</h3>
<p>Si tratta del redattore tecnico il quale scrive e tratta di argomenti specialistici. Che interpella, di norma, gli esperti del settore e si impegna a raccogliere tutta la documentazione necessaria a redigere un testo da consegnare a un pubblico selezionato. Ma non solo: se il technical writer opera bene, la chiarezza e la puntualità di cui dà prova nel suo lavoro permettono anche ai “non addetti ai lavori” di accostarsi al manuale da lui compilato. E di comprenderne (più o meno agevolmente) il senso.</p>
<h3>Web content manager</h3>
<p>E’ una figura che opera nell’ambito dell’editoria digitale e che si occupa di curare i contenuti di un sito Internet o di un prodotto editoriale da pubblicare online. Insieme a lui, merita una menzione anche il Web content editor, che si rivolge a un target ben preciso e che è in grado di inserire personalmente i contenuti sulla piattaforma digitale.</p>
<h3>Editor</h3>
<p>Si tratta del curatore editoriale di cui nessuna casa editrice può fare a meno. Legge e seleziona i testi degli scrittori, li lima e li “aggiusta”, cercando di non stravolgerne il senso e di rispettarne l’impostazione originaria. E’ la figura che interagisce costantemente con gli autori e li invita ad apportare le modifiche richieste dall’editore. Tentando, ovviamente, di non urtare la loro sensibilità. Un bravo editor non deve avere solo competenze tecniche, ma anche spiccate doti relazionali. E un talento innato per l’arte della negoziazione.</p>
<h3>Grafico</h3>
<p>E’ la figura creativa che, all’interno della casa editrice, cura la veste grafica dei testi da pubblicare. Collabora a stretto gomito con l’impaginatore col quale si impegna a rendere il libro (o il prodotto editoriale, in generale) quanto più gradevole e riconoscibile possibile. E appetibile, non solo per quello che ci è scritto dentro, ma anche per come si presenta fuori.</p>
<h3>Correttore di bozze</h3>
<p>E’ notoriamente considerato l&#8217;”ultima ruota del carro”, ma senza il suo contributo, molti libri rischierebbero di rimanere sugli scaffali. Il correttore legge attentamente le bozze consegnate dagli scrittori e va alla ricerca degli errori di battitura, di punteggiatura e di impaginazione disseminati qua e là. E degli “svarioni” grammaticali che rischierebbero di far fare una pessima figura anche (e soprattutto) agli autori più “blasonati”.</p>
<p>Chi aspira a svolgere una di queste o delle tante altre professioni che hanno a che fare col mondo dell’editoria, deve valutare il da farsi, sin da subito. Puntando su una formazione consona – che non può prescindere da un solido bagaglio culturale – e su un’innata propensione alla divulgazione. Una laurea in Lettere o in Scienze dell’informazione può andare bene, ma ad avere più chance saranno i candidati che potranno vantare una laurea magistrale in Editoria e Giornalismo o in Editoria e Comunicazione multimediale. A fare la differenza può essere anche un master: ce ne sono moltissimi e per tutte le tasche. Il consiglio è quello di individuare il settore di maggior interesse (editoria cartacea o multimediale?) e di informarsi sulle proposte formative più accreditate nella propria zona. Tenendo a mente che lavorare nell’editoria può rivelarsi tutt’altro che facile. Soltanto chi dimostrerà tenacia e professionalità, potrà sperare infatti di “sfangarla” in un settore in perenne crisi. Segnato dal calo costante dei lettori e dalla difficoltà di scovare idee vincenti.</p>
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		<title>Borse europee, l&#8217;andamento e come funzionano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ElisaP]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 07:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi sono alcune borse europee che sono particolarmente importanti per la capitalizzazione. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando. Vi siete mai chiesti quali siano le Borse europee più importanti per la capitalizzazione e, dunque, le gli indici delle Borse europee alle quali dare più rilievo? Ma soprattutto, cosa sono le Borse europee ed a cosa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi sono alcune borse europee che sono particolarmente importanti per la capitalizzazione. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando.</p>
<p>Vi siete mai chiesti quali siano le Borse europee più importanti per la capitalizzazione e, dunque, le gli indici delle Borse europee alle quali dare più rilievo? Ma soprattutto, cosa sono le Borse europee ed a cosa servono?<br />
Qui di seguito cerchiamo di dare risposte a tutte queste domande.</p>
<h2>Che cosa è la Borsa</h2>
<p>Come prima cosa è importante iniziare da un concetto base, ovvero cos&#8217;è la Borsa.<br />
La Borsa è un mercato regolamentato all’interno del quale avvengono scambi di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ecc.). Come in ogni mercato, il prezzo degli strumenti finanziari non potrà che dipendere dalle forze della domanda e dell’offerta, che influenzeranno il valore di quotazione degli strumenti stessi.<br />
Una volta chiaro questo, è anche possibile ricordare come la principale funzione della Borsa sia proprio quella di facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di strumenti finanziari, rendendo pertanto gli stessi strumenti più facilmente negoziabili.</p>
<p>Anche sotto questo profilo, pertanto, la Borsa è ben equiparabile a quello che avviene in un qualsiasi mercato rionale: potete trovare merci in vendita, venditori, compratori, prezzi in continua evoluzione sulla base di quanto abbiamo già espresso.</p>
<h2>Quali sono le Borse europee più importanti</h2>
<p>Una volta chiaro il concetto che abbiamo spiegato qui sopra, dobbiamo compiere un piccolo passo in avanti per cercare di chiarire quali siano i principali indici delle Borse europee per capitalizzazione. Il punto di partenza non può che essere rappresentato dalla London Stock Exchange (LSE), la Borsa valori che ha sede a Londra, e che da tempo è la principale piazza finanziaria europea. Nel 2007 ha stretto un’intesa con la Borsa Italiana, dando vita a un’unica entità.</p>
<p>Un’altra tra le Borse europee che hanno oggi grande rilievo vi è poi la Borsa di Francoforte. Si tratta del mercato regolamentato più importante della Germania (non l’unico, ma comunque in grado di assorbire quasi il 90% di tutti gli scambi del Paese). Quella di Francoforte, dopo la Borsa di Londra, è la principale Borsa valori europea, e considerato la recente decisione di Londra di abbandonare l’Unione Europea, ne deriva che quella di Francoforte si accinge a divenire la principale piazza finanziaria dell’area comunitaria.</p>
<p>Sempre in merito alle principali piazze finanziarie europee, un cenno è naturalmente ascrivibile alla Swiss Exchange, la Borsa di Zurigo, nonché principale Borsa valori della Svizzera. Telematizzata fin dalla metà degli anni ’90, da un decennio circa è di proprietà di SIX Group, nato dalla fusione degli operatori SWX, Sega Intersettle e Telekurs Group.</p>
<p>Ancora, in relazione alle più importanti Borse Europee di oggi, ricordiamo l’importanza della Borsa di Madrid, principale Borsa valori della Spagna: anche in questo caso, giova rammentare come quella della capitale non sia l’unica piazza finanziaria del Paese, ma sia comunque notevolmente più rilevante rispetto a quelle di Barcellona, Valencia e Bilbao.</p>
<p>In Svezia il punto di riferimento è invece riconducibile alla OMX, la Borsa di Stoccolma, fondata più di 150 anni fa e in grado di vantare il titolo dei prima Borsa valori di tutto il Nord Europa. Nello scorso decennio, in un’ottica di integrazione delle proprie attività, si è fusa con la Borsa valori della vicina Finlandia, quella di Helsinki. Si tratta di una delle Borse europee più seguite in tempo reale.</p>
<p>E la Borsa italiana? Naturalmente, anche quella di Milano – pur non essendo tra le prime Borse valori al mondo per capitalizzazione e per liquidità – vanta una storia di tutto rispetto, essendo una delle Borse europee seguite in tempo reale da tutti gli altri mercati. Dal 2007 è parte integrante del gruppo LSE, dando vita a un mercato leader all’interno del vecchio Continente proprio grazie all’integrazione delle attività con la Borsa di Londra.</p>
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