Deficit, cos’è e perché è importante calcolarlo insieme al PIL

Deficit, cos’è e perché è importante calcolarlo insieme al PIL

Cercare di capire cosa sia il deficit, quale sia il suo rapporto con il PIL e cosa compromettono è estremamente importante.
Infatti, se pensiamo che il deficit pubblico dello Stato negli ultimi anni è stato ridotto dell’1,6% in rapporto al PIL, dobbiamo allarmarci perchè nel 2020 il deficit pubblico, secondo le previsioni, spaccherà l’allarmante dato dell’11,1% ben oltre la soglia del 3%.
Cerchiamo, quindi, di capire partendo dalle basi.

Che cos’è il deficit?

Il rapporto Deficit/Pil è dunque un rapporto, una definizione che vede due indicatori messi a confronto.
Il primo è il Deficit, con questa nozione ci riferiamo ad un disavanzo ovvero a quella situazione in cui le uscite di uno stato sono maggiori delle entrate, il deficit di bilancio complessivo.
Per uscite di certo non intendiamo una pizza o una cena al ristorante, ma tutti quei soldi che lo Stato impiega per pagare le spese della pubblica amministrazione: le pensioni, la sanità, gli stipendi dei professori tutto quello che esce dalle casse dello Stato per il suo funzionamento e la sua salvaguardia.

Quanto alle entrate indicano ad esempio tutte le tasse che noi paghiamo.
Queste sono minori rispetto ai soldi che lo Stato spende e anche per questo ci troviamo in una situazione di deficit dello Stato.
Fin qui tutto abbastanza semplice.
Se ad esempio le entrate di uno stato sono di 800 miliardi e le uscite di 830 ci sarà un deficit pubblico di 30 miliardi.

Il deficit pubblico non è nient’altro che le entrate meno le uscite, indica dunque il disavanzo primario al netto degli interessi.
Tale deficit pubblico statale viene messo in relazione con il Pil per capire come stanno andando le finanze dello Stato in relazione alla sua ricchezza.

Chiariamo ora brevemente cos’è il Pil, secondo termine del rapporto.

Cos’è il Pil

Il Pil è il prodotto interno lordo ossia un numero che indica quanta ricchezza un Paese ha prodotto.

Misura il valore di tutti i beni e servizi finali cioè quelli destinati al consumo finale che vengono prodotti all’interno del confine nazionale in un determinato arco temporale.

Il periodo di solito preso a riferimento è un anno.

Il termine interno significa che contribuiscono al Pil tutti i prodotti e servizi realizzati all’interno del confine nazionale questo vuol dire che non rientrano i prodotti e servizi realizzati da aziende italiane all’estero. Rientrano quelli invece realizzati in Italia.

Il rapporto Deficit/Pil

Il rapporto deficit/Pil perciò è semplicemente il rapporto tra la differenza tra le entrate e le uscite dello Stato e il suo Pil.

Dunque entrate meno uscite al numeratore e tutto diviso il Pil al denominatore.

Perché è importante il deficit di bilancio?

Innanzitutto perché stando a quanto sancito dal Patto di Stabilità e Crescita ogni Stato dell’Unione monetaria è tenuto ad avere un rapporto deficit/Pil non superiore al 3%, con alcune eccezioni di deroga, ma sono eccezioni.

Un eventuale sforamento di questa soglia porterebbe il consiglio dell’Unione Europea ad avviare una procedura di infrazione per deficit pubblico eccessivo.

Lo Stato inadempiente sarebbe costretto ad adottare delle misure correttive per riportare il rapporto sotto il 3%.

Come hanno fatto anni fa con la Grecia.

Quando quindi come sta succedendo ora la spesa pubblica aumenta per cause urgenti o presunte tali cosa succede?

Ecco, allora, che il deficit dello Stato si ingigantisce e il rapporto deficit/Pil si guadagna la ribalta su tutti i giornali perché si decide di spendere di più, ma si incassa sempre lo stesso o peggio, anche meno.

Quando questo rapporto sale pericolosamente rischiando di sforare questo famoso 3% si entra in allarme, ecco perché un dato per il disavanzo pubblico dell’11,% non può che far scampare un grande campanello d’allarme.

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