Belgrado, cosa vedere e cosa non perdere nella capitale della Serbia

Belgrado, cosa vedere e cosa non perdere nella capitale della Serbia

Ecco una breve lista di cosa vedere a Belgrado, la capitale della Serbia e, un tempo, della Jugoslavia e proprio per questo ricca di fascino.

Infatti, Belgrado, rispetto ad altre capitali europee non rivela subito a primo impatto tutta la sua bellezza ma, come accade per le città segnate da una recente guerra, può apparire decadente. Il consiglio è quello di non fermarsi ad uno sguardo superficiale ma di osservarla con attenzione per ritrovare nelle tracce del suo passato la forza di un popolo che è sempre riuscito a rialzarsi.
Ecco quindi cosa vedere a Belgrado la capitale della Serbia.

Il Parco di Kalemegdan e la Fortezza di Belgrado

Senza dubbio la Fortezza di Belgrado dove si trova anche il meraviglioso parco Kalemegdan è una delle cose da non perdere in questa città.
La cittadella si erge alla confluenza del fiume Sava e del Danubio, un luogo strategico per la difesa militare dal quale si aveva il controllo della pianura sul lato nord-ovest. I romani la scelsero come insediamento militare permanente nel II secolo a.C., periodo della IV Legione di Flavio.
Qui costruirono il loro Castrum, denominato Singidunum, del quale sono ancora visibili i resti della torre rettangolare nel lato nord-est della città alta medievale. Nel corso dei secoli fu distrutta più volte in seguito alle incursioni dei goti, degli unni, degli slavi e sulle rovine romane furono costruite nuove roccaforti turche e austriache. La forma attuale della Fortezza di Belgrado risale al XVIII secolo mentre il campo, teatro di tante battaglie, fu trasformato in parco nel 1869.
In altre parole, si tratta di un incredibile e maestoso museo all’aperto e, proprio per questo motivo,senza dubbio una cosa da vedere a Belgrado.
Nella Fortezza di Belgrado troverete resti di bastioni e mura d’epoca bizantina, ottomana e austriaca, le porte di accesso e la torre dell’orologio. Potete visitare anche un museo della guerra che testimonia le battaglie combattute nella roccaforte. Imperdibili la statua del vincitore, scolpita da Ivan Meštrovic in onore della vittoria dei serbi contro l’impero Austro-ungarico nel primo conflitto mondiale, e la Fontana di Mehmet Pascià uno dei pochi resti del periodo ottomano.
Inoltre, passeggiare nel parco è una delle attività preferite dei serbi, ma se siete stanchi di camminare potete visitarlo a bordo di un comodo trenino dal costo irrisorio.

Il Tempio di San Sava

un altra cosa da vedere a Belgrado si trova nel pieno del suo centro, sull’altopiano di Vračar. E’ qui che si erge maestoso il Tempio di San Sava, la chiesa ortodossa più grande al mondo. Durante il dominio ottomano (1594) i serbi avevano come luogo di culto i monasteri e soprattutto quello di Mileševa che custodiva le reliquie di San Sava.

La storia racconta che Rastko Nemanjić (divenuto poi San Sava) riuscì ad ottenere l’indipendenza della Chiesa Ortodossa serba nel 1219, diventando il suo primo arcivescovo. La venerazione del Santo, che muoveva pellegrini da tutta l’Europa orientale, non era ben vista dai governanti turchi che presero misure drastiche: diedero fuoco al monastero e riesumarono il corpo di San Sava portandolo sulla collina del Vračar per bruciarlo in un rogo. Dopo dieci anni dalla liberazione del dominio turco, per commemorare il luogo in cui le reliquie del santo furono ridotte in cenere, i serbi decisero di costruire un grande tempio.
I lavori, iniziati nel 1935, furono più volte interrotti anche a causa delle guerre e dei bombardamenti che interessarono Belgrado. Solo nel 1984 ripresero a pieno regime ma, vista la vastità del progetto, non sorprende che non siano ancora terminati.
La grandezza del tempio si percepisce davvero solo a pochi metri dall’ingresso: la cupola centrale, realizzata in marmo travertino, è alta ben 70 metri; ha 4 absidi laterali che formano la croce greca sormontati da semicupole; le torri sui contrafforti fungono da campanili con 49 campane. L’ingresso è gratuito, non bisogna indossare abiti particolari ed è anche possibile fotografare. La maestosità della chiesa prosegue anche all’interno con una lunghezza di 91 metri e una larghezza di 81. Le volte sono ricoperte di affreschi e dipinti, in parte giunti dalla Russia. Purtroppo, con i lavori in corso non è possibile vederla in tutta la sua bellezza, ma non andate via senza aver visitato la meravigliosa cripta la cui illuminazione perfetta esalta il dorato dei mosaici e degli affreschi. Nell’ipogeo sono custoditi il tesoro di San Sava e la tomba del despota Stefan Lazar Hrebeljanović. Il tempio è circondato dal Karađorđev Park, e a nord potete ammirare la statua di San Sava.

Skadarlija

Il momento migliore per passeggiare tra le strade del quartiere bohémien di Belgrado, Ulica Skadarlija, è sicuramente la sera, con le luci, i locali in cui assaggiare piatti tipici e la musica dal vivo.
Passeggiando in questo quartiere che si trova a Belgrado sembrerà di essere per le strade di Parigi dato il suo stile romantico con fiori sui balconi, case basse realizzate in mattoni rossi, dipinti sulle pareti e la strada composta da ciottoli.
Skadarlija non nasce come luogo di ritrovo per artisti e letterati ma lo è diventato con il tempo. Nel 19° secolo ci fu la prima trasformazione e alle baracche si sostituirono piccole abitazioni in cui vivevano artigiani, cuochi e impiegati. La vicinanza al Teatro Nazionale e la chiusura del “Dardaneli”, famoso luogo di ritrovo degli intellettuali serbi, ha spostato nei cafè e nelle taverne di Skadarlija le discussioni artistiche. Al civico 34, troverete appunto l’abitazione dello scrittore e pittore serbo Đura Jakšić, ancora oggi luogo di ritrovo di artisti e sede di eventi culturali.

Il centro storico e Ulica Knez Mihailova

Dove si trova la vecchia Belgrado? Quel che resta degli edifici antichi di Belgrado, dopo le varie guerre, è tutto gelosamente custodito nel suo centro storico, il quartiere Stari Grad da dove ebbe inizio lo sviluppo urbanistico della città.
La maggior parte dei palazzi architettonicamente rilevanti sono sedi istituzionali come i due maestosi edifici che si trovano di fronte al Parco dei Pionieri: il Palazzo Vecchio (Stari Dvor) che risale al periodo che va dal 1882 al 1884, oggi sede del Municipio di Belgrado, e il Parlamento serbo, in stile accademico, con elementi neorinascimentali e barocchi.
Non molto lontano dalle mura della città si trova la parte più antica, Kosančićev Venac, dove il principe Miloš Obrenović fece costruire la Residenza di sua moglie, la principessa Ljubica, in perfetto stile barocco, oggi sede del Museo di Belgrado.
Merita una visita anche il Tempio del San Michele Arcangelo il quale custodisce icone e oggetti in oro del periodo compreso tra il 17 e il 20 secolo e le tombe dei principi Miloš e Mihailo Obrenović.
Inoltre, tra le strade del centro storico c’è la rinomata Ulica Knez Mihailova, protetta dallo Stato di Belgrado per la presenza di antichi e preziosi edifici che risalgono al 1870.

Museo Nikola Tesla

La vita di Nikola Tesla è stata travagliata ed i suoi brevetti, le sue scoperte e parte dei suoi appunti sono sparsi tra Belgrado e New York, e in alcuni casi ceduti dallo scienziato stesso quando era ancora in vita.
Tesla fu senza dubbio uno scienziato che dedicò la sua vita alla scienza sostenendo di non essere in grado di provare amore per null’altro e che morì all’età di 88 anni nella camera d’albergo in cui viveva. Parte della sua eredità passò nelle mani del nipote Sava Kosanovic e fu inviata in Serbia mentre alcuni brevetti di Tesla ancora oggi fanno parte degli archivi segreti dell’FBI o della CIA negli Stati Uniti.
Il Museo Nikola Tesla è senza dubbio una cosa da vedere a Belgrado e fu aperto al pubblico nel 1953 e, oltre al materiale cartaceo, furono realizzati modelli che rappresentano fedelmente i disegni delle sue invenzioni. Nonostante le sue dimensioni contenute è molto interessante da visitare in quanto, oltre al racconto della vita di una persona geniale, la mostra è interattiva e ricca di esperimenti da riprodurre. Il percorso si articola in sette diverse sale che partono dal racconto della vita di Tesla con gli oggetti personali e l’urna con le sue ceneri, per arrivare alle scoperte che riguardano l’elettricità e le varie applicazioni, fra cui la bobina di Tesla, e infine l’esposizione dei relativi premi.

Ada ciganlija

Lungo il fiume Sava c’è Ada Ciganlija, un’isola che nel 1967 è stata collegata alla terraferma da tre dighe divenendo di fatto una penisola con un lago artificiale (Savsko Jezero).
Questa è stata frequentata per anni solo da pescatori che apprezzavano il suo lato selvaggio, ma dagli anni ’70, con lo sviluppo edilizio, si è trasformata in una penisola che offre relax, divertimento e tanto sport. L’isola accontenta proprio tutti: i temerari pronti a lanciarsi dalla gru del bungee jumping ma anche gli sportivi che scelgono un’esperienza più soft come la partita a golf; le famiglie troveranno lidi che garantiscono tutti i comfort e attività ludiche per i bambini; la sera si può scegliere tra bar, ristoranti, pub e chioschi.

Piazza Terazije

Si tratta senza dubbio di una cosa da vedere Belgrado, capitale della Serbia, data la sua estrema importanza, sottolineata anche dal fatto che la numerazione civica di tutte le strade che la circondano inizia proprio da questo slargo.
Situata in pieno centro di Belgrado, il suo nome è un retaggio storico e per comprenderne il significato bisogna andare indietro nel tempo, a prima dello sviluppo urbano della città, periodo in cui la Fortezza era circondata soltanto dal verde. I turchi furono i primi a studiare una complessa struttura idrica per portare l’acqua dalle sorgenti di Veliki Mokri Lug alla città fortificata: il sistema sfruttava delle torri poste a intervalli regolari che pompavano l’acqua. La piazza di Terazije sorgeva proprio a ridosso di una di queste torri chiamate in turco “terazi” da cui deriva il suo nome e al cui posto oggi si trova l’omonima fontana.

Il Museo della Jugoslavia e la casa dei fiori

L’importanza che il Museo della Storia della Jugoslavia riveste per i serbi si comprende soltanto documentandosi sul periodo storico che ha segnato profondamente i popoli delle cinque nazioni unite sotto il “pugno di ferro” del Maresciallo Josip Broz Tito.
E’ per questo motivo che si tratta di un edificio dal valore storico importante e dunque senza dubbio una cosa da vedere a Belgrado.
L’intento del complesso museale, infatti, è proprio quello di far conoscere, attraverso la cultura della memoria, i momenti salienti della dittatura di Tito e la storia dell’ex Jugoslavia fino al suo sgretolamento con le guerre degli anni ’90. Un percorso espositivo e interattivo che include tre musei.
Il primo di essi fu costruito nel 1962 e regalato a Tito dalla città di Belgrado per festeggiare il suo compleanno. In onore di ciò fu chiamato Museo 25 maggio sebbene questa non fosse la sua data di nascita ma il giorno in cui Tito si salvò miracolosamente dal tentativo di uccisione da parte dei tedeschi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il dittatore decise che in quella data avrebbe festeggiato il suo compleanno e fu proclamata anche festa nazionale. In questo museo, oltre alla mostra fotografica e ai documenti, al piano terra, troverete una sala cinematografica con la proiezione del documentario sulla vita di Tito.
Il secondo museo in ordine di realizzazione è il “Vecchio Museo”. Le sale mostravano i preziosi doni che Tito riceveva dai Capi di Stato in visita a Belgrado e da artisti di tutto il mondo che lo omaggiavano con le loro opere. Oggi è la sede dell’esposizione permanente del Museo della Jugoslavia con oltre 75.000 oggetti.
Nel 1975, nei pressi della residenza del Presidente della Jugoslavia, fu costruito un giardino, da cui il nome Casa dei Fiori, in cui il dittatore trascorreva le vacanze estive e che oggi, circondata dalle piante, ospita la sua tomba. All’ingresso si percepisce una strana sensazione, come se si stesse entrando in un luogo sacro. Oltre alla bellezza delle piante e del giardino curato, troverete pannelli informativi, le uniformi e oggetti appartenuti a Tito. Interessante l’esposizione dei bastoni, in ricordo della Giornata della Gioventù: avendo un culto della personalità molto forte, Tito decise di festeggiare il 25 maggio, con una staffetta di giovani che percorrevano le principali città Jugoslave per portare in dono al dittatore un bastone intagliato.

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